Il mio intervento, lungo circa 15 minuti ed incentrato sulla mobilità ciclabile messa in relazione con il PUM, è stato contraddistinto da osservazioni e proposte dirette a migliorare i rapporti della città con la bici (anche alla luce dell' evento "Genova a ruota Libera", promosso da Radio Babboleo, che è seguito nel pomeriggio).

Sopra: l'articolo del Secolo XIX del 23/09/2007, pag.19
Spiace notare, tuttavia, che dalle colonne del Secolo XIX del 23/09/2007 siano state riportate solo le critiche rivolte al PUM.

Ho sostenuto il valore di una scelta del PUM: analizzare la mobilità non sulla base dei confini amministrativi dei Municipi, ma su quelli strettamente territoriali delle Unità Urbanistiche. Ma ho anche detto che lo stesso documento guarda sì finalmente ad una città policentrica, ma gli studi concreti sui singoli quartieri sono demandati ai Municipi.
Ho messo l’accento sulla necessità di avere intermodalità: è la chiave per far diventare la bicicletta protagonista in una città come Genova (consente di utilizzare la bici in pianura ed in discesa, mentre per la salita, ad esempio, possono essere impiegati mezzi pubblici, in primis ascensori e funicolari, purtroppo previsti dal PUM praticamente solo nel Centro e nel Levante) e deve essere favorita agendo anche a livello tariffario, in favore di cittadini e turisti.