23 dicembre 2007

NAVEBUS: NUOVO ATTRACCO IN DARSENA?

IPOTESI DI NUOVO ATTRACCO PER IL NAVEBUS

Ecco uno spunto per individuare una zona d’attracco Navebus più funzionale rispetto all’attuale (presso l' Acquario di Genova) e idonea a sostenere un incremento delle corse garantendo sempre il pieno carico.


Zona Darsena

La nuova posizione, calata Vignoso, si inserisce in un ambito dove la distanza mare – centro abitato è fra le più ridotte e l’integrazione con il resto del trasporto pubblico è massima.

A circa 20 metri è disponibile infatti la fermata bus e filobus da cui è possibile raggiungere tutte le zone centro (Piazza della Nunziata, Largo Zecca, Piazza Portello, piazza Corvetto, Brignole, piazza Fontane Marose, piazza De Ferrari, piazza Dante, via XX Settembre, Ospedale Galliera, S. Martino ecc..) con le linee 18 – 19 – 20 – 30 – 34 – 35 e, in più, la stazione Darsena della metro.

Il vecchio molo (colorato in rosso) sarebbe ottimo per realizzare una pensilina di attesa che ripari gli utenti dal forte vento della zona e che ospiti sia dei servizi igienici sia un punto di ristoro e presidio.

Lo spazio più verso mare potrebbe essere utilmente impiegato per caricare eventuali biciclette a bordo della zona poppiera.

Il battello ( non necessariamente il modello attualmente in uso) attraccherebbe con la murata di destra, il che consentirebbe di separare i flussi di salita e discesa dei passeggeri velocizzando le operazioni ed aumentando la sicurezza.

Attualmente, per non rischiare di rimanere in coda al momento della discesa, molti passeggeri tendono ad affollarsi (ancora in navigazione, seppur in zona portuale) verso l’unica uscita di prua.
Con l’accosto laterale questo non accadrebbe perché si accrescerebbero le uscite disponibili.

Lo spazio evidenziato in giallo, invece, sarebbe indicato per la creazione di un Bike Sharing Point, cioè un punto dove prelevare o depositare una bici pubblica per recarsi nelle zone circostanti in tempi rapidi ed in massima libertà.
La nuova collocazione comporterebbe la necessità di spostare circa dieci barche di pescatori, ma nell'ambito della zona non dovrebbe essere un problema trovare una soluzione che accontenti tutti.

Vediamo come si inquadra l’ipotesi sotto il profilo delle distanze che lo separano dai luoghi di principale interesse.

Con questa ipotesi il Navebus acquista anche un ruolo ben preciso in campo turistico: non più come concorrente “sleale” verso altri vettori, ma come elemento di servizio per l’ Istituzione Musei del Mare e della Navigazione, ente che comprende il Museo del Mare del Galata, la Commenda di Pré, il Museo Etnografico di Castello d’ Albertis e, attenzione, il Museo Navale di Pegli.


Quest’ultimo fino ad oggi è stato spogliato di molti suoi tesori (trasferiti al Galata), ma la Civica Amministrazione si era impegnata (per ora solo a gran parole…) a riqualificarlo inserendolo in detta Istituzione con un preciso ruolo.

Il problema è che sia giochetti politici di bassa leva sia la scarsa volontà di risolvere il problema fra innumerevoli scuse hanno accampato anche quella del forte decentramento di tale museo per giustificarne il progressivo svuotamento.

Ma che nel Palazzo Centurione Doria continui ad essere presente un Museo Navale o altro con una propria capacità attrattiva, con il servizio Navebus le distanze si accorciano notevolmente e si presenta la possibilità concreta di offrire un pacchetto turistico consistente che comprenda anche Pegli (con Villa Pallavicini, ad esempio) con forti ricadute sulla relativa zona commerciale.

Quest’anno il Museo del Galata ha toccato 70.000 visitatori ed il Navebus è il mezzo migliore per portarli a Pegli!

3 commenti:

Irolli ha detto...

Le considerazioni sono ottime, l'unico problema è che il molo indicato dovrebbe essere sede del museo del design, presentato già un paio d'anni fa ed in attesa di costruzione.

onilasak ha detto...

Mi è anche stato detto che l'area interessa un progetto presentato, ma non ne sono sicuro, da o con l'appoggio di Slow Food. Questo prevederebbe la creazione di una sorta di mercatino del pesce con possibilità di assaggi sul posto, un po' sul modello di Bergen (Norvegia). Idea anche questa ottima. Tuttavia credo che nell'impiego degli spazi portuali sia opportuno dare maggiore spazio a quei progetti che possano influire in modo positivo sulla vita quotidiana dei cittadini (in questo caso anche dei turisti). Se,effettivamente,la mia idea fosse riconosciuta valida (non sono io a doverlo dire), forse sarebbe opportuno ritornare su alcune decisioni. Poi si dirà: in questa città non di decide mai. Ma è ovvio:quando la programmazione latita e si procede a spot non si riescono a valutare al meglio tutte le ipotesi di impiego di uno spazio, per cui finisce che quella migliore, per così dire, arriva troppo tardi.

Irolli ha detto...

Credo che il mercatino del pesce sia previsto più a ponente, vicino al museo del mare.