Cosa vera se si considera la città nella sua interezza, ma inesatta se la si osserva zona per zona.
Esistono infatti molti spazi idonei alla ciclabilità (alcune parti del Centro, le principali vallate e diversi quartieri costieri, specie quelli del Ponente, nelle zone prossime al mare) che, anche se non del tutto pianeggianti, hanno pendenze superabili con biciclette dotate di marce o a pedalata assistita (dotate cioè di un piccolo motore elettrico ausiliario) da una qualsiasi persona in buone condizioni fisiche .
Il primo passo per incentivare l'uso quotidiano della bici deve allora consistere nel migliorare la qualità degli spostamenti a corto raggio, quindi limitati alla mobilità interna dei quartieri.
- istituzione delle ZONE 30, necessarie per rendere omogenea la velocità fra diverse categorie di veicoli e, di conseguenza, per aumentare la sicurezza per la mobilità ciclabile;
- installazione di adeguate rastrelliere per parcheggiare in sicurezza la propria bici;
Queste ultime, pur diffusissime in molte città, a Genova sono pressoché sconosciute, quindi i "volenterosi" sono costretti a soluzioni di fortuna, in genere pali della luce e ringhiere.
Bisogna rimediare, ma per questo potremmo iniziare da Pegli...















