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06 agosto 2010

Contratto di Servizio fra Regione Liguria e Trenitalia: osservazionI del WWF Liguria

IL WWF SUL NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO DI TRASPORTO FERROVIARIO FRA REGIONE LIGURIA E TRENITALIA
























"A molti pendolari, utenti occasionali e in generale alla maggior parte dei cittadini non sono chiari i meccanismi che regolano il trasporto ferroviario, e i mutamenti che sono avvenuti negli ultimi anni nell'ambito del trasporto pubblico locale. Si vedono e si subiscono quotidianamente i disservizi, ma risulta difficile capire genesi e motivazioni degli stessi, e ancora meno capire a chi possano essere imputate le responsabilità o gli eventuali meriti.

Nel 1997, con il decreto legislativo n°422 si conferivano alle regioni ed agli enti locali funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale e con successive modifiche ed integrazioni si delegavano alle regioni stesse funzioni e compiti di programmazione e di amministrazione inerenti ai servizi ferroviari di interesse regionale e locale in concessione ad F.S. Spa, (che sarebbe poi diventato gruppo F.S costituito da differenti aziende, tra cui Trenitalia Spa, incaricata della gestione del servizio).

Per regolare i rapporti tra regione e Trenitalia si deve quindi ricorrere ad un vero e proprio contratto, che è appunto un “contratto di servizio”, che è il tema qui trattato..." 
(leggi il documento)



26 luglio 2010

Il problema dei camion diretti alle cave della Val Varenna

INVERSIONE DI VIA DARDANELLI: NO A SOLUZIONI A DANNO DI PEDONI E  MEZZI PUBBLICI

È di questi giorni la polemica sull’ipotesi di invertire il senso di marcia di via Dardanelli per consentire ai mezzi pesanti, provenienti da levante e diretti alle cave della Val Varenna, di imboccare la strada “sommergibile” sul letto del torrente senza costringerli ad effettuare inversione nella lontana piazza Lido o, come spesso accade, percorrendo l’itinerario (tutto interno al centro di Pegli) piazza Rapisardi, via Piandilucco, via Parma, via Pallavicini, viale Pallavicini, Lungomare.


Linea rossa: attuale percorso con attraversamento del centro urbano; linea gialla: proposta di percorso più breve con inversione di marcia in via Dardanelli; striscia azzurra: strada sommergibile sul letto del Varenna; linea verde: percorso lungo l'Aurelia con inversione in piazza Lido di Pegli.


Partiamo da una premessa per i lettori: che cosa è la strada “sommergibile”? E’ una viabilità alternativa, prevalentemente sterrata e creata sul letto del torrente anni fa per impedire ai mezzi pesanti che trasportano il materiale da cava di attraversare il centro abitato a rischio della sicurezza dei cittadini. Diversi sono stati infatti gli incidenti gravi e mortali causati da mezzi pesanti totalmente inidonei al transito in zone dove il tessuto viario è angusto, interessato dall’attraversamento di molti flussi pedonali, ricco di esercizi commerciali, scuole, ecc.

Purtroppo la cronica mancanza di lungimiranza e coordinamento nella progettazione di opere pubbliche ha fatto sì che, nell’occasione del rifacimento della passeggiata a mare di Pegli del 2001, non si sia tenuto conto della necessità di agevolare l’inserimento in tale strada per i camion provenienti da levante.  

Quindi nei fatti, la strada “sommergibile”, costruita per bypassare il centro abitato di Pegli, oggi induce gli autisti dei mezzi pesanti ad attraversare una porzione di centro urbano (composta da via Pallavicini, piazza Ponchielli, viale Pallavicini, tutte strade interessate da scuole, uffici pubblici, pendolarismo, esercizi commerciali) un tempo non interessata dal loro passaggio e di lunghezza poco inferiore (circa 90 metri) rispetto all’itinerario primitivo (piazza Rapisardi, via Parma, via Opisso).

La soluzione prospettata, consistente nell’inversione del senso di marcia di via Dardanelli, da un lato eviterebbe il passaggio nella zona centrale e ridurrebbe la pressione su via Piandilucco e via Parma, ma obbligherebbe la linea 71 dell’AMT a modificare permanentemente il percorso e a transitare sul lungomare, allungando il tempo di percorrenza (*) e a causare rallentamenti per svoltare in piazza Rapisardi (infatti sull’Aurelia manca, per questioni di spazio, una corsia di attestamento per la svolta a sinistra).

Inoltre tale inversione potrebbe risultare pericolosa all’incrocio fra via Dardanelli e via Opisso, dove la svolta a sinistra dei mezzi pesanti potrebbe determinare gravi rischi alla mobilità pedonale.

Inciso: qualcuno dirà che in quel punto l’unico attraversamento pedonale regolare di via Opisso è nei pressi del semaforo, per cui l’incrocio potrebbe essere messo in sicurezza ponendo ringhiere o catenelle. A questi rispondo fin d’ora dicendo che in una zona residenziale – commerciale la mobilità prevalente non è quella delle auto, ma quella “dolce” che si identifica nella pedonalità. Quest’ultima, fattore portante del sistema-mobilità, non deve essere imprigionata e compressa, ma resa libera di attrarre “nuova utenza” grazie a facilitazioni (quali l’accorciamento degli itinerari rendendoli i più diretti possibili) che ne aumentino la già elevata competitività negli spostamenti di breve raggio.

E proprio per questo la progettazione degli attraversamenti regolari dovrebbe assecondare e non intralciare, per quanto possibile, gli itinerari che naturalmente il pedone mostra di prediligere. Quindi il pedone deve essere messo al centro della valutazione di questa proposta e non nelle “varie ed eventuali”.


Visualizzazione ingrandita della mappa


Quale soluzione allora?


In assenza della nuova strada in sponda sinistra del Varenna (che consentirebbe addirittura di eliminare buona parte del traffico di attraversamento da piazza Rapisardi e di eliminare la pista sommergibile rinaturalizzando la foce del torrente) e nella impossibilità ed inopportunità di allargare l’Aurelia per creare una corsia di svolta a sinistra verso la strada sommergibile ai danni della passeggiata a mare, l’unica via praticabile pare quella di vietare totalmente il transito dei mezzi pesanti diretti alle cave all’interno del centro abitato (dove la viabilità è adatta ai 30 km orari) e di rendere obbligatoria la svolta a Piazza Lido di Pegli. Non è la soluzione migliore in assoluto, in quanto comunque si aumenterebbe il traffico sulla litoranea e si allungherebbe non di poco il tragitto dei mezzi pesanti, tuttavia è preferibile che tali mezzi (con cassoni coperti da teli) percorrano una viabilità, quale l’Aurelia, con caratteristiche adatte ai 50 km/h e con attraversamenti pedonali dotati di semaforo. Inoltre il lungomare, ad eccezione dei brevi tratti presso l’Hotel Puppo e Castello Vianson, non è stretto fra le case ed è maggiormente ventilato, per cui sia ha una maggiore dispersione dell’inquinamento atmosferico rispetto al centro abitato. 


15 luglio 2010

Comunicato sui tagli previsti dalla finanziaria per il trasporto pubblico locale

SUI TAGLI AL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Comunicato sui tagli previsti dalla manovra finanziaria a livello nazionale che causerebbero notevoli limitazioni nel Servizio di Trasporto Pubblico locale

Le scriventi Associazioni e Comitati vogliono richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni verso la difesa del trasporto pubblico locale inteso come bene comune e diritto fondamentale ed irrinunciabile. 

I tagli previsti dall'ultima manovra finanziaria a livello nazionale, che costringerebbero il Comune di Genova, secondo quanto affermato, a ridurre i contributi e conseguentemente AMT a sospendere il servizio già dalle ore 21, oltre a farci reclamare una maggiore trasparenza dell'azienda sulla gestione delle risorse, destano molta preoccupazione per la scarsa attenzione rivolta dalle istituzioni a tutti i servizi pubblici. 

Il drastico abbassamento della qualità della vita nelle nostre città è infatti direttamente connesso ad un uso smodato dei mezzi privati. Chi ha costruito i nuclei urbani prima di noi ha creato spazi destinati alla socializzazione, all'incontro ed agli scambi commerciali. Un tempo tali luoghi si chiamavano piazze, ora parcheggi. 

A Genova il numero dei motocicli é cresciuto esponenzialmente, avvicinandosi a quello delle auto sbilanciando sempre più le offerte di mobilità verso la mobilità privata con aumento degli inquinanti nell'aria, questo nonostante giungano a livello nazionale ed europeo indicazioni a perseguire politiche di mobilità sostenibile. 

Ci sembra importante ricordare ancora una volta come l'inquinamento dell'aria sia causa, anche nella nostra città, di tantissimi casi di malattie respiratorie, cardiocircolatorie e tumorali anche nei bambini. 

Allo stesso modo è necessario ridimensionare fortemente gli investimenti verso nuove infrastrutture ponderando la scelta dell'opera non solo attraverso l'erogazione dei finanziamenti, ma sulle reali necessità della stessa riequilibrando gli investimenti a favore ed a sostegno del TPL. 

Anche la stessa Civica Amministrazione non è rimasta immune da palesi contraddizioni. Da un lato sostiene la reintroduzione del tram prima in val Bisagno e successivamente nel resto della città, dall'altro consente nuovi parcheggi all'Acquasola ed in piazza Dante in totale contro tendenza rispetto alle strategie di tutte le città europee che hanno allontanato le auto dai centri cittadini favorendo il servizio pubblico, la pedonalità, la ciclabilità ed un trasporto sostenibile delle merci in ambito urbano. 

I trasporti pubblici non devono essere intesi come elemento marginale della mobilità destinato a chi non può permettersi un auto od un motorino, ma coinvolgere migliaia e migliaia di cittadini. Di fatto sono l'asse portante di tutte quelle politiche che perseguono un miglioramento della qualità della vita ed il benessere sociale ed economico di una città, di un Paese. 

Dobbiamo dunque chiedere ai cittadini di comprarsi una nuova auto o una moto? Dobbiamo continuare a penalizzare chi già ora usa il servizio pubblico, i pendolari e tutte quelle categorie deboli come gli anziani? 

Per questi motivi chiediamo a tutte le istituzioni, Regione Provincia e Comune il reale sostegno del Trasporto pubblico Locale.  

Distinti saluti da:

Associazione Ligure dei diritti dei pedoni
Associazione Metrogenova
Associazione UTP (Utenti Trasporto Pubblico)