04 agosto 2010
26 luglio 2010
Il problema dei camion diretti alle cave della Val Varenna
È di questi giorni la polemica sull’ipotesi di invertire il senso di marcia di via Dardanelli per consentire ai mezzi pesanti, provenienti da levante e diretti alle cave della Val Varenna, di imboccare la strada “sommergibile” sul letto del torrente senza costringerli ad effettuare inversione nella lontana piazza Lido o, come spesso accade, percorrendo l’itinerario (tutto interno al centro di Pegli) piazza Rapisardi, via Piandilucco, via Parma, via Pallavicini, viale Pallavicini, Lungomare.
Partiamo da una premessa per i lettori: che cosa è la strada “sommergibile”? E’ una viabilità alternativa, prevalentemente sterrata e creata sul letto del torrente anni fa per impedire ai mezzi pesanti che trasportano il materiale da cava di attraversare il centro abitato a rischio della sicurezza dei cittadini. Diversi sono stati infatti gli incidenti gravi e mortali causati da mezzi pesanti totalmente inidonei al transito in zone dove il tessuto viario è angusto, interessato dall’attraversamento di molti flussi pedonali, ricco di esercizi commerciali, scuole, ecc.
Purtroppo la cronica mancanza di lungimiranza e coordinamento nella progettazione di opere pubbliche ha fatto sì che, nell’occasione del rifacimento della passeggiata a mare di Pegli del 2001, non si sia tenuto conto della necessità di agevolare l’inserimento in tale strada per i camion provenienti da levante.
Quindi nei fatti, la strada “sommergibile”, costruita per bypassare il centro abitato di Pegli, oggi induce gli autisti dei mezzi pesanti ad attraversare una porzione di centro urbano (composta da via Pallavicini, piazza Ponchielli, viale Pallavicini, tutte strade interessate da scuole, uffici pubblici, pendolarismo, esercizi commerciali) un tempo non interessata dal loro passaggio e di lunghezza poco inferiore (circa 90 metri) rispetto all’itinerario primitivo (piazza Rapisardi, via Parma, via Opisso).
La soluzione prospettata, consistente nell’inversione del senso di marcia di via Dardanelli, da un lato eviterebbe il passaggio nella zona centrale e ridurrebbe la pressione su via Piandilucco e via Parma, ma obbligherebbe la linea 71 dell’AMT a modificare permanentemente il percorso e a transitare sul lungomare, allungando il tempo di percorrenza (*) e a causare rallentamenti per svoltare in piazza Rapisardi (infatti sull’Aurelia manca, per questioni di spazio, una corsia di attestamento per la svolta a sinistra).
Inoltre tale inversione potrebbe risultare pericolosa all’incrocio fra via Dardanelli e via Opisso, dove la svolta a sinistra dei mezzi pesanti potrebbe determinare gravi rischi alla mobilità pedonale.
Inciso: qualcuno dirà che in quel punto l’unico attraversamento pedonale regolare di via Opisso è nei pressi del semaforo, per cui l’incrocio potrebbe essere messo in sicurezza ponendo ringhiere o catenelle. A questi rispondo fin d’ora dicendo che in una zona residenziale – commerciale la mobilità prevalente non è quella delle auto, ma quella “dolce” che si identifica nella pedonalità. Quest’ultima, fattore portante del sistema-mobilità, non deve essere imprigionata e compressa, ma resa libera di attrarre “nuova utenza” grazie a facilitazioni (quali l’accorciamento degli itinerari rendendoli i più diretti possibili) che ne aumentino la già elevata competitività negli spostamenti di breve raggio.
E proprio per questo la progettazione degli attraversamenti regolari dovrebbe assecondare e non intralciare, per quanto possibile, gli itinerari che naturalmente il pedone mostra di prediligere. Quindi il pedone deve essere messo al centro della valutazione di questa proposta e non nelle “varie ed eventuali”.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Quale soluzione allora?
In assenza della nuova strada in sponda sinistra del Varenna (che consentirebbe addirittura di eliminare buona parte del traffico di attraversamento da piazza Rapisardi e di eliminare la pista sommergibile rinaturalizzando la foce del torrente) e nella impossibilità ed inopportunità di allargare l’Aurelia per creare una corsia di svolta a sinistra verso la strada sommergibile ai danni della passeggiata a mare, l’unica via praticabile pare quella di vietare totalmente il transito dei mezzi pesanti diretti alle cave all’interno del centro abitato (dove la viabilità è adatta ai 30 km orari) e di rendere obbligatoria la svolta a Piazza Lido di Pegli. Non è la soluzione migliore in assoluto, in quanto comunque si aumenterebbe il traffico sulla litoranea e si allungherebbe non di poco il tragitto dei mezzi pesanti, tuttavia è preferibile che tali mezzi (con cassoni coperti da teli) percorrano una viabilità, quale l’Aurelia, con caratteristiche adatte ai 50 km/h e con attraversamenti pedonali dotati di semaforo. Inoltre il lungomare, ad eccezione dei brevi tratti presso l’Hotel Puppo e Castello Vianson, non è stretto fra le case ed è maggiormente ventilato, per cui sia ha una maggiore dispersione dell’inquinamento atmosferico rispetto al centro abitato.
19 settembre 2009
Pegli entra in Europa con il progetto ADD - HOME

- trasporto ferroviario relativo alle stazioni di Pegli di Granara. Treni in arrivo, treni in partenza, quale binario, le tariffe, i ritardi e le soppressioni;
- trasporto AMT di quartiere: collocazione di tutte le fermate di tutte le linee su google maps, orari;
- servizio a chiamata Drin Bus: modalità di iscrizione al servizio, istruzioni per l'uso, mappa delle fermate e della copertura del territorio;
- servizio bus extraurbano: collocazione delle fermate, orari e tariffe;
- mappa dei parcheggi riservati ai disabili (con possibilità di download di un software per navigatore satellitare dal sito principale);
- servizio Navebus: regolarità del servizio, eventuali sospensioni e riattivazioni;

- Se l'informazione è di fondamentale importanza, lo è anche il fatto che il suo oggetto (il trasporto pubblico) esista e che sia gestito correttamente. I ripetuti tagli ai servizi di questi anni sono stati deleteri in quanto hanno ridotto notevolmente l'affidabilità stessa del trasporto pubblico (sia su ferro che su gomma) e poco si conciliano con le utili iniziative promosse in questo post.
- La migliore informazione non è in grado di curare, da sola, i problemi del trasporto pubblico di quartiere, in quanto l'organizzazione delle linee collinari è totalmente da rivedere. Limitarsi ad informare sul servizio attuale senza pensare di rivedere gli itinerari delle linee nell'ambito di un piano della mobilità dedicato al quartiere equivale alla classica operazione di "stucco e pittura fan bella figura".
- Specie nell'ambito dell'area centrale Pegliese l'uso della bicicletta può diventare una valida opzione di trasporto aggiuntiva a quelle attuali. Sarebbe utile che anche questo tipo di mobilità avesse un suo spazio nel portale informativo. A tal scopo Peglimobile è disponibile fornire un contributo in quanto la mobilità ciclabile è oggetto di studio approfondito.
- La parte riguardante l'informazione ferroviaria giustamente contempla anche la fermata di Genova Granara sulla linea Genova - Ovada - Acqui Terme. Questa, che negli anni ha subito brutali tagli al servizio, da parte di Peglimbile è stata ed è tuttora oggetto di una proposta per la realizzazione di un impianto speciale per renderla accessibile ed integrata con la linea 71 e con un realizzabile servizio di Bike Sharing . Curiosità: da Granara c'è un treno che permette di arrivare ad Alessandria in meno tempo e con la metà dei costi rispetto all'ordinario transito da Principe. Risorsa da sprecare o da valorizzare?
18 gennaio 2009
CENTRO DI PEGLI: MODIFICHE ALLA VIABILITA'
Sono di questi giorni due cambiamenti nella viabilità di Pegli:
- l’inversione del senso di marcia di via Garelli nel tratto compreso fra il voltino che sottopassa il viale di Villa Pallavicini e l’incrocio con via Martiri della Libertà;
- l’istituzione del senso unico in salita in via Beato Martino.
Schema della nuova viabilità:
- verde: percorsi della mobilità pedonale
- viola: flussi veicoli provenienti da piazza Ponchielli
- ocra: flussi veicoli provenienti da via Garelli
- rombi gialli: strade con diritto di precedenza
Premesso che prima di dare un giudizio serio e completo è necessario attendere un po’ di tempo, a prima vista si può certamente dire questo: l’istituzione del senso unico in via Beato Martino da Pegli è sicuramente positiva: la strada è stretta ed il doppio senso di marcia era incompatibile con la mobilità pedonale che la interessa.
Troppe volte si sono viste auto salire sui marciapiedi e troppo spesso si sono rischiati (e avuti) incidenti ai danni dei pedoni, specie in occasione delle funzioni religiose celebrate nella storica Cappella Doria.
Tuttavia, anche se si è eliminato il pericolo dovuto all’incontro di due mezzi provenienti da direzioni opposte (e alle relative manovre di allargamento), tale intervento, così realizzato, non pare ridurre quello dovuto alla velocità che, al contrario, viene incentivata.
Infatti, strisce pedonali a parte (regolarmente non rispettate), da piazza Ponchielli in poi, le auto non trovano più alcun elemento dissuasore di velocità fino al cimitero.
N.B. Due anni fa un genio del volante, durante una corsa notturna, andò a schiantarsi contro il muro di una palazzina tranciando un tubo del gas e rendendo necessaria l’evacuazione di due palazzi.
Come fare?
Una soluzione percorribile è realizzare in via Beato Martino una “zona
Si limita la velocità e, anche senza una pedonalizzazione, si valorizza la strada e la piccola zona commerciale.
In più verrebbe a crearsi un sagrato, oggi inesistente, per Cappella Doria che, a prescindere dal credo religioso di ognuno, è un edificio storico di Pegli (anche se infelicemente rimaneggiato) che merita di per sé di essere valorizzato.
Schema della "zona 30" in via Beato Martino.
Altro aspetto positivo è dato dalla riorganizzazione dell’incrocio fra via XVIII Fanciulli e via Garelli, dove la prima è ora a senso unico con diritto di precedenza sulla seconda (sulla quale è stato istituito uno stop). L’intersezione era pericolosa, perché da via Garelli le auto affrontavano l’incrocio, dotato di attraversamenti pedonali, con eccessiva velocità.
Veniamo alle note dolenti:
L’inversione di marcia di via Garelli lascia perplessi per via dei disagi creati alla mobilità pedonale: l’obbligo di dare precedenza ai mezzi provenienti da piazza Ponchielli è stato posto subito dopo all’attraversamento pedonale, per cui questo viene invaso dalle auto che si fermano nell’attesa di impegnare l’incrocio.
Nelle ore a basso traffico il problema è di poco conto. Ma in quelle di punta? Nei prossimi giorni sarà possibile farsi un’idea…
Ai lettori attenti di Peglimobile non sarà sfuggito che questa riforma del traffico della zona non coincide con quanto proposto nel documento “Verso un piano della Mobilità per Pegli”: questo proponeva semplicemente di eliminare il doppio senso in via Beato Martino ed istituire un senso unico a scendere ( a partire dall’incrocio con via XVIII Fanciulli) … ma di questo ne parlerò in un altro post in cui, si affronterà il tema del trasporto pubblico e, attenzione, della mobilità ciclistica.
16 ottobre 2008
VAL VARENNA ANCORA SOTTO ATTACCO



Peglimobile aveva già affrontato il tema...
04 luglio 2007
PERCORSI PEDONALI A PEGLI

- al percorso che unisce in senso verticale la parte alta di via Vespucci e il Campeggio, sulla collina di Pegli, alla locale stazione ferroviaria passando dal cinquecentesco parco storico di villa Centurione Doria ed in orizzontale;
- al percorso che unisce in orizzontale via Vespucci, villa Doria, il cimitero, la chiesa parrocchiale di S. Martino, villa Pallavicini ed il museo Archeologico, lo storico Oratorio di S. Rosalia e via Malocello con l'Orto Botanico Clelia Durazzo.
09 maggio 2007
SOTTOPASSAGGIO DI PIAZZA PORTICCIOLO
In qualsiasi città la pedonalità occupa un ruolo centrale e, per questo, deve essere agevolata il più possibile.

Nel caso di Pegli molti percorsi pedonali meriterebbero di essere valorizzati e riscoperti non solo per le peculiarità architettoniche ed ambientali, ma anche per il fatto di far risparmiare tempo prezioso negli spostamenti.
Tuttavia, prima di affrontare il tema della riscoperta dei percorsi pedonali poco conosciuti, mi pare opportuno parlare di quelli che, già oggi, hanno un'importanza di primo piano nella mobilità.
Purtroppo alcuni di questi, pur essendo molto utilizzati dai cittadini, vengono tenuti in condizioni tali da scoraggiarne l'utilizzo.
Un esempio è piazza Porticciolo - punto di integrazione di diversi percorsi pedonali (provenienti da via Pegli, dalla storica via Carloforte, da via Boito e viale Modugno, da via Teodoro II° di Monferrato e dal Lungomare) con il trasporto pubblico ed il servizio taxi - che, tagliata in due dall'Aurelia, vede i suoi punti di interesse collegati da un sottopassaggio degradato e con barriere architettoniche.

Sopra: ognuna delle tre uscite del sottopassaggio è caratterizzata da due rampe di scale. Disabili e anziani sono costretti ad attraversare l' Aurelia in assenza di semaforo o strisce pedonali.

Sopra: i gradini sono danneggiati e poco sicuri

sopra: decorato dalla Scuola Edile negli anni 90, ora il sottopasso - grazie all'opera dei soliti mostri di intelligenza - versa in pessime condizioni e non invita certo il cittadino (e il turista, vista la presenza di alberghi) a servirsene. Ottimo biglietto da visita per la città!
Una soluzione valida del problema potrà essere trovata solo intervenendo su un progetto complessivo di valorizzazione della Piazza ( ma di questo ne parlerò in altro post!).

